vintage
7 gen
In attesa di qualche tema che non sia noioso, da oggi si va avanti con Wordpress Classic. Fino a prova contraria.
Android vs Maemo
6 gen
Il momento pare essere finalmente giunto: son (quasi) riuscito a vendere l’iPhone.
Delle motivazioni che mi hanno spinto a questa decisione ne ho già scritto in passato, per cui cercherò di sintetizzarle in una frase: l’iPhone è un buon telefono, funziona bene ma è troppo poco aperto. Ramen.
Quel che mi interessa ora è scegliere uno smartphone robusto, sia dal punto di vista hw che sw, che mi permetta di lavorare e svagarmi senza sbattermi eccessivamente, consentendomi allo stesso tempo una buona libertà d’azione.
Tralasciando la maggioranza dei sistemi operativi per smartphone disponibili, gli unici due candidati degni di nota sono Maemo di Nokia e Android di OHA (gruppo “capeggiato” da Google, con una serie di partner di tutto rispetto).
Entrambi i sistemi operativi sono basati su kernel Linux ma, mentre Maemo è una distribuzione vera e propria basata su Debian, Android, oltre al kernel, contiene una vmachine java chiamata Davlik, il db SQLite e la libreria SGL per il rendering OpenGL con tutto il resto *costruito* on top. Con queste premesse Maemo mi da una sensazione di maggiore organizzazione.1
Le due GUI mi piacciono entrambe, in maniera diversa. Più razionale e pulita quella di Android, più eye candy quella di Maemo.
Come browser Android ha scelto Webkit, Maemo invece Gecko. Vorrei provare il browser di Maemo, mentre sono certo della bontà di quello su Android, diciamo così.
Per il media player Maemo vince a mani basse, IMHO.
Android ha dalla sua l’integrazione con i servizi di Big G, e vorrei ben vedere.
Il parco applicazioni di Android (il Market) è molto ampio e cominciano a nascere community su community. Per Maemo esiste un repository centralizzato gestito dagli stessi sviluppatori.
Quanto agli SDK disponibili per i due sistemi, vi rimando alla lettura di questo interessante post.
Poi c’è l’hardware, il vero territorio minato.
Il Nokia N900 mi sembra uno smartphone “cazzuto”. Solido, robusto, con una gran bella tastiera qwerty su cui scrivere e plastiche solide. Le specifiche tecniche sono di tutto rispetto e i 32gb integrati + i {1,2,4,8,16}^n di storage2 disponibile sono un discreto patrimonio su cui investire.
Quanto ad Android, i modelli disponibili sono tanti: dal nuovo arrivo Nexus One, ancora non disponibile in Italia, all’ormai vecchiotto HTC Dream. Beh, paradossalmente l’unico che mi interessa realmente, oltre al super corazzato Nexus One3, è l’HTC Dream, su cui però il peso dell’età si fa sentire fin troppo.
Insomma, stando al note to self spacciato come post, dovrei scegliere l’N900 senza pensarci oltre. La verità però è che sono fin troppo titubante.
Vedo Android come un organismo in evoluzione continua, la cui comunità si arricchisce giornalmente di uomini, soprattutto, e di software interessanti. Senza contare il numero sempre maggiore di aziende impegnate nel produrre terminali basati su di esso.
Dall’altro lato vedo invece uno storico produttore di cellulari che, persa la sua leadership, ha sfornato un prodotto di eccellente qualità sotto tutti i punti di vista, che sembra relegato alla comunità geek, praticamente introvabile nei negozi, dove invece spopolano giocattoli ultracostosi con quella chiavica di SymbianOS a bordo.
Se anche decidessi di spendere 599€ per l’N900, dovrei tenermi uno smartphone indubbiamente molto geek che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe essere accantonato da Nokia da un momento all’altro o guadagnerei invece un fedele strumento di lavoro e svago? Se qualcuno mi aiutasse a dissipare questi dubbi, gliene sarei infinitamente grato. Nel frattempo continuo a leggere recensioni in rete seguendo con particolare interesse l’hashtag #n900 su twitter.
Spunti interessanti di lettura:
duemilanove
1 gen
E’ stato l’anno che, citando mio padre qualche giorno fa dopo aver ascoltato l’ennesima diagnosi bizzarra dal mio gastroenterologo, ’sto ragazzo è proprio sfortunato.
Ma io ho Bologna, un lavoro (spero e credo) e Teresa. Del resto, non me ne frega veramente un cazzo.
Auguri di un meraviglioso 2010 a tutti.
backswitch
13 dic
Posso dire la verità? Non voglio più il Macbook.
Non ho nulla di cui lamentarmi, né dal punto di vista hardware, né per quanto riguarda OSX.
Semplicemente ho bisogno di utilizzare Linux, com’è sempre stato da quasi 10 anni anni a questa parte e farlo con un Mac è inutile e difficile per almeno due motivi:
- Inutile perché Linux come unico OS è uno spreco abnorme di soldi. Soldi giustificati per il fatto che quell’hardware è stato progettato per funzionare alla perfezione con quel sistema operativo1
- Difficile perché rEFIt, grub2 e tutte le soluzioni che, ad ora, permettono il dual boot su sistemi EFI fanno cagare. E non poco.
Per cui penso proprio che venderò il mio Macbook, per comprare un pc che per ora non ha né marca né modello, solo qualche requisito ben definito:
- cpu x86_64 Intel o AMD
- scheda video Intel integrata
- almeno 2gb di ram, possibilmente 4
- un monitor con diagonale compresa tra i 13 e i 15 pollici, con una risoluzione decente
- una batteria che duri almeno 3 ore
Ogni consiglio è ben accetto nei commenti.
Ovviamente poi dovrò sostituire l’iPhone (senza Mac o Win non è sincronizzabile) ma a questo penserò dopo…
- e per il suo look “so stylish” [↩]
Virtualbox 3.1.0/2 guest addictions won’t compile in OpenSUSE 11.2 guest
11 dic
Secondo post consecutivo su Virtualbox, ormai ci sono affezionato.
BTW, l’installazione delle guest addictions su una macchina guest OpenSUSE 11.2 fallisce, o meglio, fallisce la compilazione dei moduli del kernel (vboxdrv, vboxnet, ecc..)
Con l’installazione del pacchetto kernel-source (e relativo make oldconfig && make prepare), la compilazione sembra completarsi correttamente, salvo poi fallire il successivo modprobe (errore di formato non valido o qualcosa nel genere). La soluzione è nel metapacchetto kernel-syms.
# zypper in kernel-syms # /etc/init.d/vboxadd setup # reboot
Sapevatelo.
Virtualbox 3.1.0 guest keyboard problem
1 dic
Se state impazzendo perché dopo l’update alla release 3.1.0 di VirtualBox, la tastiera del vostro guest Linux based non funziona più entrando in Xorg, sappiate che è dovuto ad una riga mancante nel file /etc/X11/xorg.conf che l’installer delle Guest Addiction dimentica di aggiungere.
Nella sezione ServerLayout aggiungete:
InputDevice "Keyboard[0]" "CoreKeyboard"
e magicamente al successivo riavvio di xorg la tastiera tornerà a funzionare. Happy (para)virtualization!
buco nero supermassiccio
23 nov
I Muse erano una band della madonna, ora son diventati un imborghesito gruppo alternapop che dal vivo suona stramaledettamente bene. Cave suonata al pianoforte mi ha quasi fatto commuovere, Undisclosed desires mi ha disgustato. Una recensione del concerto la trovate qui.
Tutto questo mentre ho ricominciato a lavorare come sysadmin, a studiacchiare, leggere, scrivere e fare di conto.
I post nella cartella bozze però, quelli non si smarcano dalla todo list: sono abitudinario.
all in my head
12 nov
Capita un po’ troppo spesso ultimamente di svegliarmi con una o più idee per un nuovo post.
Puntualmente, con il passare delle ore, le idee svaniscono tramutandosi in un overflow di pensieri che a quest’ora della notte mi mandano al tappeto.
Così mi ritrovo a canticchiare silenziosamente “A day in the life” con gli occhi umidi, il respiro corto e la voglia di essere migliore. Giusto per non perdere l’abitudine.