gigs

Del concerto degli Afterhours di ieri ho ben poco da dire.

Sapevo di non andare a vedere il mio gruppo preferito, per cui dire che ho apprezzato un buon 40% di spettacolo è già tanto. Ammetto però che durante il secondo encore avevo una gran voglia di andarmene.

Piuttosto, preferisco scrivere delle simpatiche personcine che l’inizio di questo concerto proprio non me l’han fatto godere.

Ora, mia cara allegra comitiva parcheggiata sul/nel bar del locale, il mio concetto di divertimento non è ubriacarmi fino a non capire più una beata fava e agitarmi come un epilettico, scattarmi foto in pose idiote con la mia nuova macchina fotografica da $tanti euri e urlare frasi incomprensibili, mi spiace.

Mi sarebbe semplicemente bastato poter assistere al concerto visto che, come voi ((fino a prova contraria, eh)), ho pagato il biglietto. Ah, gridare in 3 (tre) contro l’unica persona che ha avuto le palle o l’incoscienza di farvelo notare, dimostra in pieno che persone siete. Tutto qui.

Tra l’altro questa è la spiegazione quasi scientifica per cui generalmente preferisco assistere al concerto lontano dalle prime file o in generale scelgo posti che costano in posizioni strategiche. Qui in Italia almeno (( ogni riferimento al concerto dei Verve goduto in prima fila, attaccato alla transenna sotto il palco, in quel di Londra, è totalmente voluto)) .