life

che fine ha fatto sonofthestage?

Non sono morto, semplicemente mi leggerete altrove1. Che volete farci, sono pigro, non mi va di star dietro a liste di amiciconoscenti a cui attribuire permessi su cosa vedere e cosa no. Con le ACL preferisco giocarci da riga di comando. *g*

“Ma tu sei il responsabile di ciò che pubblichi.” Verissimo, per cui le mie stronzate quotidiane preferisco tenerle per pochi. Buzz in questo senso mi ha aperto gli occhi: ha cominciato a seguirmi gente che non mi rivolge la parola in real life. Se ti interessa avere a che fare con me io son qui, per il voyeurismo esiste youporn/redtube/tube8 and so on2.

So già che qualcuno/a sarà dispiaciuto per questa scelta, beh, come time wasters preferisco altro.

  1. se c’è volontà reciproca, la lista di social network è nella barra a destra. []
  2. e magari linka qualcosa di interessante! []

friendship

L’amicizia, per quanto mi riguarda, è case sensitive.

buco nero supermassiccio

I Muse erano una band della madonna, ora son diventati un imborghesito gruppo alternapop che dal vivo suona stramaledettamente bene. Cave suonata al pianoforte mi ha quasi fatto commuovere, Undisclosed desires mi ha disgustato. Una recensione del concerto la trovate qui.

Tutto questo mentre ho ricominciato a lavorare come sysadmin, a studiacchiare, leggere, scrivere e fare di conto.

I post nella cartella bozze però, quelli non si smarcano dalla todo list: sono abitudinario.

all in my head

Capita un po’ troppo spesso ultimamente di svegliarmi con una o più idee per un nuovo post.

Puntualmente, con il passare delle ore, le idee svaniscono tramutandosi in un overflow di pensieri che a quest’ora della notte mi mandano al tappeto.

Così mi ritrovo a canticchiare silenziosamente “A day in the life” con gli occhi umidi, il respiro corto e la voglia di essere migliore. Giusto per non perdere l’abitudine.

leaves

In questi giorni ho sperimentato sulla mia pelle ciò che qualcuno mi ribadisce da un bel po’: a Taranto non c’è più niente e nessuno.

Mai come questa volta la voglia di tornare a Bologna si è fatta sentire, nonostante qui con me ci sia anche Tere e nonostante la mia famiglia, che mai come ora mi è vicina.

Domani tornerò a Bologna. Senza casa, senza lavoro e con le riserve economiche ormai prossime all’esaurimento. Le parole di incoraggiamento che mi sono state rivolte in questi giorni mi aiutano ad andare avanti ma le piccole crisi d’ansia, che ieri han rifatto capolino dopo tantissimo tempo, sono il segnale che la mia instabilità sta diventando troppo pesante, nonostante tutto il positive thinking di questo mondo.

E intanto aspetto una risposta che burocrazia e fantomatiche tabelle empiriche rischiano farmi pervenire negativa. Ma io ci spero, sempre, e vado avanti nonostante tutto.

Qui non ci ritorno, l’ho promesso a me stesso in quel giorno di giugno in cui sono entrato nella Yaris, ed è una promessa che ho intenzione di mantenere ad ogni costo.

live alone

Vi ho mai detto che ho sempre amato leggere bianco su nero su schermo?

L’occasione migliore per togliere un po’ di polvere da questo blog, era cambiargli l’abito. Io lo trovo splendido adesso, così nerdish.

E’ la prima volta che posto da Bologna, nella _mia_ casetta. E’ anche la prima volta che posto spalmato su un letto matrimoniale a dir la verità e devo ammettere che è abbastanza scomodo. Preferisco sedermi.

Ho bisogno di un lavoro. Oggi ho sostenuto l’n-simo colloquio presso l’n-sima agenzia per la somministrazione del lavoro. Il foolish factor che si raggiunge durante i colloqui è da ricordare per sempre. Oggi, ad esempio:

agenzia: “Ha già avuto contatti con l’azienda?”

sonofthestage: “Come si chiama l’azienda?”

agenzia: “Non possiamo dirglielo.”

sonofthestage: “… quindi?”

…ed altre meravigliose perle. Il tipo di lavoro che mi hanno proposto e la retribuzione son comunque interessanti, se non dovessi scrivere questo post comincerei ad incrociare le dita già da ora.

In casa sono totalmente solo, visto che la coinquilina è in vacanza ed il coniglio è dal pet-sitter1, e lo sarò per l’intera settimana. Questa zona di Bologna è talmente tranquilla che a parte qualche motore di tanto in tanto, l’unico rumore che si sente è il frinire delle cicale. Ecco, Bologna è piena di cicale.

Mi sento apatico da un po’ di tempo a questa parte, per cui oggi ho cominciato ad assumere un integratore multivitaminico con ginseng, magari con maggiore energia a disposizione riesco a concludere qualcosa di costruttivo. Dove non arriva l’apatia però, arriva un bell’hardware fail. Dopo tanto tempo avevo deciso di backuppare il backuppabile quando l’hard disk esterno della LACIE ha deciso di lasciarmi basito e bestemmiante di fronte ad una nera finestra di Terminale. Va beh, prendiamola zen, avrò perso fot..music..docum..prendiamola zen.

A proposito di musica, è stupendo avere una ragazza che condivide i tuoi stessi gusti musicali. _Tutti_ i tuoi gusti musicali. Teresa mi ha accompagnato a vedere un bel po’ di concerti da quando stiamo insieme e, finalmente, ha cominciato a scribacchiare qualcosa a riguardo. Mi piacerebbe che scrivesse regolarmente sul blog, magari dopo l’ultimo esame della sessione estiva (in bocca al lupo :* ) mi accontenterà.

Non sono abbastanza presuntuoso indie blogger da definire “stream of consciousness” la sequenza di paragrafi qui in alto, per cui concludo questo spreco di bit con la soddisfazione di aver smarcato un punto della mia personale todo list: postare qualcosa sul blog.

  1. in realtà sarebbe un dog sitter, ma visto che parliamo di un coniglio è meglio generalizzare []

slide away

Ci siamo.

La Yaris piena come mai in passato, la scrivania vuota, la stanza in ordine (surreale, a dir la verità), la sveglia puntata alle quattroinpunto, la mia tosse.

Mi dispiace non esser riuscito a salutare qualcuno/a come mi sarebbe piaciuto, ma il tempo è stato veramente tiranno. So che mi mancheranno posti, cose, persone e abitudini come so che di altri posti, cose, persone e abitudini son contento di disfarmene.

Non riesco a capire come mi sento, forse non ho ancora realizzato ciò che sto per realizzare.

In ogni caso, Bologna sto arrivando.

media shopping

Il titolo del post è liberamente ispirato a ciò che sta passando la tv, silenziosa, ora. Alle 03.21 e in codeste condizioni ho creatività da vendere, eh.

La tosse mi sta distruggendo, penso di aver sputato fuori anche l’appendice questa sera e chissà che non abbia fatto fuori anche il crohn in questo modo! Domani urge visita dal medico o almeno la prescrizione di qualcosa che mi permetta di vivere. Almeno.

Andare al lavoro per non sentire o restare a casa per sopravvivere? Deciderò domattina.

Nel frattempo, qui sul lettino con me, il macbook mi fa compagnia e la radio di last.fm mi delizia con Editors, Mando Diao e Stereophonics (per citare gli ultimi 3 scrobbling) e nel frattempo penso.

Mi sono innamorato! Cazzo, mi sono innamorato!

Da buon geek ho un tasso di innamoramento altissimo per il  più alto numero di tecnoputtanate possibili, indie rock band, libri, manga, ecc. Quando si tratta di ragazze, no. Mi innamoro raramente, ma quando accade, beh, l’unica speranza è che LEI ricambi, perché non riesco a vedere/pensare a nient’altro.

2500km in quattro giorni con la fida Yaris, camminare al suo fianco ma a 30 cm dal suolo, fare il coglione in pubblico solo per farla ridere, addormentarsi con l’iphone accanto perché si messaggia fino a tardi desiderando che sia lì con te, guardare le foto di noi due insieme e chiedersi se è tutto vero, ripeterle che è bellissima in barba alla sua visione distorta di se stessa, svegliarsi ogni mattina con un solo pensiero, lei, e farsi forza perché tra poco tempo, ci si potrà vedere ogni volta che si vorrà.

Già, perché il tempo è arrivato. Altri 15/20 giorni massimo e saluterò Taranto. Mi mancheranno pochissime cose e pocherrime persone. Sarà una missione difficile, quasi suicida, trasferirsi su in questi “tempi di crisi”, ma il cuore e la testa me lo impongono.

Sono FELICE.

On air: Blur – Out of time

mancini

No, non ho intenzione di parlare di colui che ha coniato il termine “vedove e burattini” per riferirsi a gentaglia di dubbia moralità.

Da questa sera, per un non precisato motivo1 ho intenzione di porre fine ad uno dei miei più grandi paradossi: la mano con cui uso il mouse.

Pur essendo mancino, quando ho preso il mouse in mano per la prima volta 17 (diciassette!) anni fa, mi è sempre risultato naturale impugnarlo con la mano destra. Devo dire che nonostante sia sempre stata la mano invalida, non ho mai avuto alcun tipo di problema, anzi.

E’ sempre stata una tragedia invece, tentare di utilizzare le impostazioni da mancino2. Poca coordinazione nei movimenti, difficoltà a premere i tasti correttamente: ricordate la prima volta che avete utilizzato un mouse? Ecco, così.

Da stasera ho deciso comunque di impormi l’uso del mouse con la mano sinistra.

E niente, volevo dirvelo. Vi farò sapere tra qualche tempo come va.

On air:  Graham Coxon – Love travels at illegal speeds
  1. noia, suggeriscono dalla regia []
  2. scambio dei tasti sinistro e destro []