year++

Uno gennaio duemiladodici finalmente.

Ormai posto qui solo all’inizio dell’anno e un po’ mi dispiace. Anzi no, mi dispiace troppo ma non posso dare la colpa ne’ al microblogging ne’ agli altri social. Sono solo estremamente pigro.

Visto che e’ doveroso, in quanto primo (e spero non unico) post dell’anno, faccio un bilancio dell’anno precedente.

A differenza del 2010 non e’ stato il “worst year ever” ma e’ comunque stato un anno molto intenso.

Ho ritrovato degli amici, ne ho persi degli altri, alcune persone mi hanno deluso, io ho deluso alcune persone, ho scopato, ho fatto l’amore, mi sono infatuato, mi hanno spezzato il cuore, mi sono sentito invincibile, ho seriamente temuto per la mia salute, ho avuto paura, ho trasmesso sicurezza, ho ascoltato pochissima musica, ho ascoltato album meravigliosi, ho letto molto poco, alcuni libri mi hanno aperto la mente.

Insomma, avete capito.

BTW, questo 2012 e’ cominciato bene, mi piace, avverto buone vibrazioni… spero sia lo stesso anche per voi. Buon anno gente. :)

buco nero supermassiccio

I Muse erano una band della madonna, ora son diventati un imborghesito gruppo alternapop che dal vivo suona stramaledettamente bene. Cave suonata al pianoforte mi ha quasi fatto commuovere, Undisclosed desires mi ha disgustato. Una recensione del concerto la trovate qui.

Tutto questo mentre ho ricominciato a lavorare come sysadmin, a studiacchiare, leggere, scrivere e fare di conto.

I post nella cartella bozze però, quelli non si smarcano dalla todo list: sono abitudinario.

slide away

Ci siamo.

La Yaris piena come mai in passato, la scrivania vuota, la stanza in ordine (surreale, a dir la verità), la sveglia puntata alle quattroinpunto, la mia tosse.

Mi dispiace non esser riuscito a salutare qualcuno/a come mi sarebbe piaciuto, ma il tempo è stato veramente tiranno. So che mi mancheranno posti, cose, persone e abitudini come so che di altri posti, cose, persone e abitudini son contento di disfarmene.

Non riesco a capire come mi sento, forse non ho ancora realizzato ciò che sto per realizzare.

In ogni caso, Bologna sto arrivando.

mancini

No, non ho intenzione di parlare di colui che ha coniato il termine “vedove e burattini” per riferirsi a gentaglia di dubbia moralità.

Da questa sera, per un non precisato motivo (( noia, suggeriscono dalla regia )) ho intenzione di porre fine ad uno dei miei più grandi paradossi: la mano con cui uso il mouse.

Pur essendo mancino, quando ho preso il mouse in mano per la prima volta 17 (diciassette!) anni fa, mi è sempre risultato naturale impugnarlo con la mano destra. Devo dire che nonostante sia sempre stata la mano invalida, non ho mai avuto alcun tipo di problema, anzi.

E’ sempre stata una tragedia invece, tentare di utilizzare le impostazioni da mancino (( scambio dei tasti sinistro e destro )). Poca coordinazione nei movimenti, difficoltà a premere i tasti correttamente: ricordate la prima volta che avete utilizzato un mouse? Ecco, così.

Da stasera ho deciso comunque di impormi l’uso del mouse con la mano sinistra.

E niente, volevo dirvelo. Vi farò sapere tra qualche tempo come va.

On air:  Graham Coxon – Love travels at illegal speeds

gigs

Del concerto degli Afterhours di ieri ho ben poco da dire.

Sapevo di non andare a vedere il mio gruppo preferito, per cui dire che ho apprezzato un buon 40% di spettacolo è già tanto. Ammetto però che durante il secondo encore avevo una gran voglia di andarmene.

Piuttosto, preferisco scrivere delle simpatiche personcine che l’inizio di questo concerto proprio non me l’han fatto godere.

Ora, mia cara allegra comitiva parcheggiata sul/nel bar del locale, il mio concetto di divertimento non è ubriacarmi fino a non capire più una beata fava e agitarmi come un epilettico, scattarmi foto in pose idiote con la mia nuova macchina fotografica da $tanti euri e urlare frasi incomprensibili, mi spiace.

Mi sarebbe semplicemente bastato poter assistere al concerto visto che, come voi ((fino a prova contraria, eh)), ho pagato il biglietto. Ah, gridare in 3 (tre) contro l’unica persona che ha avuto le palle o l’incoscienza di farvelo notare, dimostra in pieno che persone siete. Tutto qui.

Tra l’altro questa è la spiegazione quasi scientifica per cui generalmente preferisco assistere al concerto lontano dalle prime file o in generale scelgo posti che costano in posizioni strategiche. Qui in Italia almeno (( ogni riferimento al concerto dei Verve goduto in prima fila, attaccato alla transenna sotto il palco, in quel di Londra, è totalmente voluto)) .

so it goes

Il lan party aziendale è qualcosa che spero di ripetere al più presto, con molta più gente. 

Ora dovrei andare a letto a leggere un po’ ma non ne ho voglia, preferisco rimanere qui ad ascoltare i Verve, a refreshare ogni N secondi la home di facebook e a leggere qualche blog interessante. Sarebbero le 02.20 comunque. Bah.
On air: The Verve – Brainstorm Interlude

dawn

Sono le 05.06 e non ho ancora sonno. Ho avuto il tempo di riorganizzarmi la discoteca e fare un po’ di backup. Direi che una tazza di latte non me la toglie nessuno, poi proverò a dormire. 

Ieri mi son svegliato alle 13.00 con l’odore delle pettole, oggi toccherà alle lasagne?
On air: The Smashing Pumpkins – Tonight, tonight